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Know-how & trade secrets: novità legislative ne aumentano la tutela

Novità relative alla protezione del know-how e dei segreti commerciali: maggior risalto alle sanzioni penali ed amministrative, rimedi cautelari e risarcitori anche in considerazione del pregiudizio morale subito.

Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/06/07/18G00088/SG

Il percorso legislativo

Il 7 giugno 2018, a pochi giorni dalla scadenza stabilita dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, è stato ufficialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 63/2018, mediante il quale l’Italia ha dato attuazione alla Direttiva europea 943 del 2016 sulla protezione del know-how e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali).

Il Decreto è diventato efficace in Italia dal 22 giugno 2018 e presenta interessanti novità, in particolare con riferimento al quadro giuridico procedurale e alla definizione di ciò che rientra nel perimetro della protezione garantita sul know-how e sui segreti commerciali.

Una nuova definizione di segreti commerciali

L’art. 3 del Decreto, che modifica l’art. 98 del Codice della proprietà industriale (CPI), introduce una chiara definizione di “segreti commerciali”, intesi sia come informazioni aziendali che come esperienze tecnico-industriali, le quali ricomprendono anche le informazioni commerciali.  Anche se la precedente versione dell’art. 98 del CPI offriva già una definizione di ciò che è protetto dalla legge italiana, con la nuova formulazione il legislatore italiano – in conformità con la Direttiva europea – ha dato un messaggio ancora più chiaro su come identificare correttamente il tipo di informazione oggetto di tutela.

Le novità principali introdotte dal Decreto

Tra le novità maggiormente significative introdotte, l’art. 4 del Decreto rinnova l’art. 99 del CPI, che considera ora illegittima anche la condotta di coloro i quali, al momento dell’acquisizione, dell’uso o della divulgazione, erano a conoscenza – o, date le circostanze, avrebbero dovuto essere consapevoli – del fatto che i segreti commerciali erano stati ottenuti illecitamente (direttamente o indirettamente) da una terza parte, chiarendo oltretutto che per “merci costituenti violazione” si intendono le merci delle quali  la  progettazione,  le  caratteristiche,   la   funzione,   la produzione  o   la   commercializzazione   beneficiano   in   maniera significativa dei segreti commerciali acquisiti,  utilizzati o rivelati illecitamente.

L’art. 5 del Decreto, prevede invece maggiori poteri per i giudici che possono ora emanare provvedimenti nei confronti delle parti del procedimento giudiziario, vietando l’utilizzo o la rivelazione dei segreti  commerciali  oggetto  del  procedimento, qualora siano ritenuti riservati.

Il Decreto ha inoltre impatti sul Codice penale, che ora punisce con la reclusione fino a due anni coloro che hanno utilizzato o divulgato segreti commerciali conseguiti illecitamente al fine di ottenere (o consentire a terzi di ottenere) profitti.

Oltretutto, nel caso in cui il reato sia stato compiuto per mezzo di strumenti informatici, la pena è aumentata.

Alla luce delle novità introdotte dal legislatore, appare chiaro come know-how e segreti commerciali stiano acquisendo un’importanza significativa nel sistema giuridico italiano (ma anche europeo).

Le aziende – di tutte le dimensioni e settori –  devono necessariamente prepararsi a recepire e sfruttare le novità introdotte, in quanto ora possono effettivamente contare  su strumenti giuridici per tutelarsi contro i comportamenti illeciti che rappresentano un serio rischio in grado di compromettere anni di investimenti.

Read the english version of the article from my colleagues Sofia Barabino and Francesca Romana Ferrucci

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